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Approfondimento

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Edificio: fasi di costruzione

Per poter costruire qualsiasi edificio è necessario che il proprietario del terreno sia in possesso di un’autorizzazione a edificare, che può essere il Permesso di costruire o una Denuncia d’Inizio Attività (DIA). Queste autorizzazioni sono rilasciate dal Comune dietro presentazione di un apposito progetto architettonico, redatto da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra), che deve dimostrare la conformità del progetto alle norme contenute nel Piano Regolatore (PRG) del Comune. Quindi si dà inizio ai lavori veri e propri, suddivisi in varie fasi.

L’analisi del sito
La fase preliminare all’inizio dei lavori consiste in un’indagine geologica del terreno sul quale sorgerà la costruzione. Quest’analisi è importante sia per conoscere la struttura del suolo sia per individuare l’eventuale presenza di falde acquifere. Lo studio dei dati rilevati permette di stabilire la corretta posizione per la costruzione e di definire il miglior sistema per realizzare la struttura e le fondazioni dell’edificio.

L’allestimento del cantiere
Allestire il cantiere significa portare sul lotto da edificare tutte le macchine, le attrezzature e i materiali occorrenti per la realizzazione dell’opera. La legge impone che i cantieri edili siano delimitati da idonee recinzioni, ad esempio una rete di colore arancione, per impedire l’accesso ai non addetti ai lavori. Le macchine presenti sono la gru, la betoniera, l’escavatore.

Lo scavo
Per realizzare le fondazioni, ovvero la struttura sulla quale l’edificio appoggia, bisogna procedere con lo sbancamento del terreno, cioè bisogna togliere una certa quantità di terra, il cui volume dipende anche dalla presenza o meno di piani interrati nel progetto architettonico e dal piano di posa, definito dai calcoli strutturali effettuati sulla base dell’indagine geologica. Per lavorare più agevolmente, lo scavo è sempre più grande dell’effettiva impronta delle fondazioni. Una parte della terra rimossa viene poi utilizzata per il reinterro, mentre quella restante può essere utilizzata per la sistemazione del giardino; l’eventuale rimanenza viene trasportata nelle discariche autorizzate.

Le fondazioni
Dopo aver effettuato lo sbancamento del sito, si procede al livellamento del terreno per formare il piano di posa delle fondazioni dell’edificio.
Quindi, seguendo le indicazioni fornite dall’ingegnere, si realizzano le fondazioni in cemento armato.
Piano Regolatore (PRG): è lo strumento di governo del territorio tramite il quale ogni amministrazione locale definisce le linee di sviluppo dell’attività edificatoria sul proprio territorio.
Lotto: è la parte di terreno destinata ad accogliere il nuovo edificio.

Le fondazioni più comuni sono a plinti, con forma tronco-conica, che serve come base di appoggio per i pilastri. In terreni molto instabili, ad esempio per la presenza di acqua, vengono infissi nel terreno pali in cemento armato prefabbricati prima di costruire i plinti. Quando i terreni sono poco stabili si realizzano fondazioni a platea,
simili a un solaio che serve da piano di appoggio per l’edificio.

La copertura
Dopo aver costruito fondazioni e strutture, si procede con la realizzazione della copertura dell’edificio, cioè il tetto. Sul territorio è presente una grande varietà di tipi di copertura e i più diffusi sono la copertura piana, a due falde e a padiglione. La scelta è determinata dall’architetto progettista ed è valutata coerentemente con la tipologia dell’edificio e il clima del luogo di edificazione. Si procede poi alla costruzione dei muri.

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